Problematiche psicologiche

PROBLEMATICHE PSICOLOGICHE

DEPRESSIONE


I principali sintomi della depressione

Umore depresso per la maggior parte del giorno, quasi ogni giorno, come riportato dal soggetto o come osservato da altri.

Marcata o diminuzione di interesse o piacere per quasi  tutte,le attività .

Diminuzione o aumento dell'appetito quasi ogni giorno.

Insonnia o ipersonnia quasi ogni giorno.

Agitazione o rallentamento psicomotorio 

Affaticamento o mancanza di energia quasi ogni giorno.

Sentimenti di autosvalutazione oppure sentimenti eccessivi o inappropriati di colpa quasi ogni giorno.

Diminuzione della capacità di pensare o concentrarsi, o difficoltà a prendere decisioni, quasi ogni giorno.

Ricorrenti pensieri di morte,   

PROBLEMI DI COPPIA

 

Il rapporto di coppia richiede un impegno costante, la capacità di scendere a compromessi e di stare vicino all’altro in ogni momento della vita, soprattutto quando si presentano problemi e situazioni complesse da affrontare. Se tutto questo viene meno, se ci si lascia sopraffare dalle aspettative deluse, se non si cercano di superare con il proprio partner i conflitti che vengono a crearsi, la fine è quella di arrivare alla separazione o al divorzio se si è uniti in matrimonio. Ma quali possono essere i fattori da considerare come i maggiori responsabili della rovina di una relazione? Ecco i principali problemi che causano la crisi di coppia e come risolverli. 

 

DIPENDENZA

 

Per dipendenza si intende una alterazione del comportamento che da semplice o comune abitudine diventa una ricerca esagerata e patologica del piacere attraverso mezzi o sostanze o comportamenti che sfociano nella condizione patologica. L'individuo dipendente tende a perdere la capacità di un controllo sull'abitudine

TIMIDEZZA

 

 

La timidezza è un tratto della personalità che caratterizza in varia misura il comportamento di un individuo improntato a esitazione, ritrosia, impaccio e pudore superiori a quanto manifestano in analoga situazione altri soggetti ovvero ad una minor socievolezza. Ai suoi livelli massimi si può manifestare come fobia sociale, con veri e propri attacchi di panico dovuti al profondo senso di inadeguatezza nei rapporti sociali e al sentire gli altri come delle possibili minacce.

ANSIA

 

L'ansia è uno stato psichico di un individuo, prevalentemente cosciente, caratterizzato da una sensazione di intensa preoccupazione o paura, spesso infondata, relativa a uno stimolo ambientale specifico, associato a una mancata risposta di adattamento da parte dell'organismo in una determinata situazione, che si esprime sotto forma di stress per l'individuo stesso.

I sintomi dell’ansia posso essere suddivisi in tre categorie:

sintomi psicologici : forte apprensione non commisurata alla portata dell’evento reale, nervosismo, alterazione della memoria e della concentrazione, rimuginio e preoccupazione, insicurezza e timore;

sintomi fisici : dovuti a una iperattivazione neurovegetativa, sono costituiti da palpitazioni, tachicardia, ipersudorazione, spasmi alla gola, dispnea, vertigini, bisogno frequente di urinare, sintomi gastroenterici, insonnia con difficoltà ad addormentarsi e risvegli frequenti;

tensione motoria: tremori, irrequietezza, agitazione, facilità a sussultare, contratture muscolari, cefalea tensiva.

È possibile distinguere diversi tipi di ansia:

ansia automatica: risposta innata a un pericolo interno o esterno;

ansia acquisita:

ansia anticipatoria: ha breve durata ed è scatenata da un segnale reale o immaginario, identificabile, associato con il pericolo;

ansia generalizzata: è una sensazione di tensione durevole non associata a stimoli particolari;

attacchi di panico: sono attacchi d’ansia intensi che si risolvono rapidamente, durante i quali si prova un improvviso senso di grave pericolo (es. paura di morire, paura di impazzire, paura di perdere il controllo).  

STRESS

 

La diagnosi del livello di stress cronico a cui è soggetto un individuo non è semplice, né univoca, data la genericità del fenomeno e la soggettività nel reagire ai diversi fattori di stress.

Il metodo più classico per misurare il livello di stress, di impianto prettamente psicologico, si basa sulla compilazione di questionari che indagano o la presenza nella vita del paziente (nel presente o nel passato prossimo) di fattori di stress (quali la perdita di persone care, del lavoro, etc), oppure il manifestarsi di sintomi legati allo stress o alla depressione (problemi del sonno, attacchi di panico, etc...). Risulta chiaro come la soggettività nel reagire ai fattori di stress, o nella stessa valutazione dei sintomi, sia il principale problema di questa metodologia, comunque ampiamente adottata allo stato dell'arte.

PERFEZIONISMO

 

  Si distinguono due tipi di perfezionismo:

autodiretto, ovvero la tendenza personale a porsi obiettivi troppo elevati e, quindi, impossibili da raggiungere: ne consegue il timore di commettere errori e, talvolta, autocriticismo

eterodiretto, ovvero la tendenza a pretendere che siano gli altri a fornire delle prestazioni impeccabili, conformi ai propri standard.

Vi sono alcuni fattori principali che caratterizzano i perfezionisti:

esagerata preoccupazione di commettere errori, con conseguenti ansia, paura e timore del giudizio nelle prestazioni

standard personali irragionevoli e troppo elevati, con conseguenti vissuti di incapacità e inadeguatezza a seguito della difficoltà di raggiungerli

insicurezza e timore di non aver compiuto adeguatamente il proprio dovere

bisogno di organizzazione con eccessiva meticolosità sul lavoro o nel tenere in ordine l’ambiente domestico

percezione che gli altri significativi nutrano elevate aspettative nei confronti del soggetto

percezione che gli altri siano o siano stati eccessivamente critici.

 


FOBIE E MANIE

 

 

C’è chi non sopporta la vista delle ginocchia - neanche delle proprie -  Chi trema, e non solo di freddo, quando nevica (quionofobia) e chi ha talmente paura delle ombre da ridursi a vivere nel buio più assoluto. Altri temono gli angoli di case e palazzi (gonofobia), vanno in panico davanti a un minestrone di verdure (lachanofobia) o alla sola vista di un pc (i ciberfobici, che difficilmente leggeranno queste righe). Disturbi un po’ insoliti, certo, ma seri e invalidanti, che possono colpire un po’ tutti, indistintamente.

le manie sono compulsivi che svolgono la funzione di difendere psicologicamente la persona da un livello intollerabile di ansia, interferendo in maniera anche consistente con la vita quotidiana, facendole perdere una gran quantità di tempo e condizionando pesantemente anche i rapporti con le persone che abitano con lei o che le stanno intorno.

Le manie possono così esprimere un disturbo ossessivo-compulsivo ed è per uscire dalla prigione di rituali in cui si sono confinate che spesso queste persone intraprendono un percorso di psicoterapia.

Le manie non sono tutte uguali quindi, certo è che tutti noi abbiamo i nostri lati bizzarri, le nostre piccole fissazioni…sono tutte debolezze che ci rendono semplicemente più umani a cui possiamo imparare a guardare con indulgenza.

DIFFICOLTA' RELAZIONALI

 

Per Disturbi emotivi e relazionali sono l’insieme di disagi e difficoltà  con la propria dimensione emotiva, affettiva e relazionale.

Alla base ci sono le rappresentazioni disfunzionali di sé e del mondo circostante che l’individuo si crea, con la tendenza a ingigantire gli aspetti negativi della realtà, con rigidità e poca flessibilità di pensiero.

Questi soggetti spesso nutrono scarsa autostima, hanno atteggiamenti oppositivi e di rifiuto, si sentono impotenti e spesso sperimentano ansia e rabbia.

Situazioni che accomunano diverse tipologie di disturbi emotivi e relazionali sono:

la difficoltà di separazione dai genitori 

la difficoltà di socializzazione con i coetanei e la ricerca di un rapporto esclusivo con l’adulto

la difficoltà nella gestione delle emozioni: inibizione emotiva o eccessiva irrequietezza

alcuni sintomi psicosomatici quali nausea e mal di stomaco, mal di testa e disturbi del sonno

prepotenze e prevaricazioni nei confronti dei compagni

l’ansia scolastica e l’ansia da prestazione

isolamento, mancanza di interesse, chiusura, emarginazione

episodi frequenti di rabbia e aggressività come reazione alla frustrazione e alla costrizione, sia fisica che psicologica

apatia come diminuzione o assenza di qualsiasi reazione emotiva di fronte a situazioni, eventi della vita di tutti i giorni

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